| Strade bianche che disegnano il verde incedere delle colline. Boschi che lasciano spazio a oliveti e vigneti di Sangiovese.
Il Chianti, un territorio dove si possono vivere la trebbiatura del grano o la vendemmia dell'uva con la stessa passione, con la stessa intensità e lo stesso significato che hanno avuto nei secoli.
Il Chianti Classico
Il Chianti, quello Classico, è un piccolo angolo di terra tra Firenze e Siena dove l'uomo sembra non essere presente ma dove invece la sua mano ha avuto un ruolo determinante. Sia per la costruzione dei borghi, pievi, ville del Rinascimento, casolari che si incastonano come pietre preziose nel territorio quasi invisibili all'occhio, e sia per come si presenta la campagna, per come è arrivata ai nostri giorni tramandata da un saper fare lungo di secoli.
Il Chianti, nome di un territorio che si fonde e si confonde con quello del vino che qui nasce, il Chianti Classico Gallo Nero, è una terra dove la ruralità ha raggiunto l'accezione più alta. Che non è soltanto vino, ma olio d'oliva extravergine dop, formaggi, salumi e anche cultura, arte, storia.
Il Chianti è terra di vino da sempre tanto che non si può pensare al territorio senza associare l'idea di una bottiglia che racchiude in sé secoli di tradizione e di storia. Un legame che ha radici ancestrali e che diventa successo mondiale dall'Ottocento in poi con le moderne vicende del Chianti Classico nato dall'ispirazione del "Barone di ferro", Bettino Ricasoli che nel 1874 codificò il governo del vino (tradizionale sistema di vinificazione toscano) e definì le proporzioni dell'uvaggio del Chianti attribuendo una percentuale a ciascuna delle principali varietà di uve (Sangiovese, Canaiolo e Malvasia "della quale – dice Ricasoli - si potrebbe fare a meno nei vini destinati all'invecchiamento, tende a diluire il prodotto delle prime due uve, ne accresce il sapore e lo rende più leggero e più prontamente adoperabile all'uso della tavola quotidiana)
Oggi il disciplinare del Chianti Classico prevede Sangiovese in purezza (100%) ma dà la possibilità di utilizzare fino al 20% di uve internazionali. è un vino più moderno. Nell'Ottocento e fino agli inizi del 1980, prevaleva un Chianti come vino quotidiano di medio corpo, buono per tutte le occasioni e per qualsiasi cibo. I tannini duri e forti del Sangiovese venivano ammorbiditi da una certa percentuale di uve bianche ( Trebbiano e Malvasia ) e di altre uve rosse rosse (Cannaiolo e Colorino che era alla base del "governo").
Il Gallo Nero come distintivo delle bottiglie fu adottato per la prima volta dal Consorzio Marchio Storico Chianti Classico fondato da trentatré produttori a Radda nel 1924. Risale al 1967 il riconoscimento della Doc e nel 1984 è stata ottenuta la Docg .
Il Chianti Classico in terra di Siena è compreso nei confini dei Comuni di Radda, Gaiole, Castellina e Castelnuovo Berardenga, è un territorio vero, dove si può vivere una vera country life non di cartapesta negli agriturismi che sono l'eccellenza dell'ospitalità rurale europea. Completano la rosa degli otto che formano la dominazione storica i Comuni in provincia di Firenze. I fiorentini sono: Barberino Val d'Elsa, Tavarnelle Val di Pesa, Greve in Chianti, San Casciano Val di Pesa.
Il Chianti colli senesi
Ma il Chianti, le colline che sorgono nel cuore della Toscana caratterizzate da dolci pendii e cime arrotondate, senz'altro tra le zone vinicole più famose e incantevoli del mondo, non è soltanto Gallo Nero.
Il Chianti Colli Senesi è un vino rosso Doc prodotto nella provincia di Siena, da San Gimignano a Chiusi, che attraversa la Valdelsa, la Valdichiana, le Crete senesi, la Valdarbia con Montalcino e la Val d'Orcia, in tre zone principali che il Consorzio di tutela della Doc chiama "isole" e che il Chianti Colli Senesi" raggruppa in un "arcipelago".
L'altitudine media dei vigneti è di circa 300 metri. sopra il livello del mare. Il vitigno utilizzato è il Sangiovese (almeno l'80%). La vendemmia si svolge solitamente fra il 15 settembre e il 15 ottobre mentre l'immissione in commercio delle bottiglie di vino inizia il 1 marzo di ogni anno.
I Comuni che fanno parte del Chianti Colli Senesi sono Casole d'Elsa, Castelnuovo Berardenga, Chianciano Terme, Chiusi, Colle Val d'Elsa, Montepulciano, Monteriggioni, Montalcino, Murlo, Pienza, Poggibonsi, San Gimignano, Siena, Sinalunga, Sovicille, Torrita, Trequanda
La cucina chiantigiana
La cucina del Chianti senese è il riflesso di un'economia che fu mezzadrile e che viveva della stagionalità della terra e dei suoi ritmi, la mietitura del grano e la sua battitura nelle aie, la vendemmia, la raccolta delle castagne o il lungo inverno segnato dal Natale, dalla preparazione del maiale, dall'appassimento dell'uva sui graticci per farne vinsanto.
Il pane, cotto nel forno a legna, si faceva una volta alla settimana ed entra in tutte le ricette. Quello che avanzava diventava, a seconda delle stagioni, la base per la panzanella in estate o la ribollita in inverno, quando c'è il cavolo nero, o la pappa col pomodoro, buona sempre. Abbrustolito sulla brace, diventa fett'unta se passato con aglio e condito con l'olio extravergine d'oliva, oppure si può servire come crostone con cavolo (nero) e fagioli. Il condimento è sempre l'olio di frantoio, l'oro verde del Chianti, che come il vino ha legami antichissimi, si dice siano stati già gli Etruschi a coltivare vite e olivi, con questa terra.
I secondi piatti sono prevalentemente a base di carni bovi, vitelli e vitelloni; maiali, cinta senesi e cinghiali; polli ruspanti, faraone e fagiani; nane e germani; conigli e lepri; piccioni e colombacci. E per Pasqua l'agnello.
Tra gli altri prodotti, il formaggio, che qui come in tutta la Toscana si chiama cacio, è il "marzolino" e il pecorino; in gran parte era frutto di scambio nelle transumanze che due volte l'anno passavano per il Chianti, testimonianza che rimane nel nome Passo dei Pecorai che, nel Chianti fiorentino, ha la frazione di Greve in Chianti. Ma anche il salame, le salsicce, la finocchiona, il prosciutto che deve essere stagionato almeno per un anno.
Prodotti che profumano di aglio e di finocchio selvatico, di una terra che ha tra le sue spezie la cipolla, salvia e alloro, pepolino (cioè timo) e ramerino (il rosmarino), radicchi e erbe amare, nipitella e salvestrella , coccole di ginepro e fiori d'acacia.
I dolci, crostate, pinolate, ciambelloni, sono semplici fatti con farina e uova fresche, miele e marmellate. La domenica e per le feste il dolce preferito è la zuppa inglese, mentre per Natale la tradizione è associata a panforte, ricciarelli e cavallucci che in molte famiglie di fanno ancora in casa.
Discorso a parte il vinsanto, il vino della festa, dell'incontro, della convivialità, buono in ogni occasione da servire con i cantuccini che nel vinsanto vanno inzuppati.
Wellness e terme
Bella fuori, ma anche bella dentro. La provincia di Siena, in particolare la Val d'Orcia e la Valdichiana, non è soltanto quella del territorio che si vede ad occhio nudo. Sotto lo strato di terra si nasconde un immenso tesoro, quello delle acque termali, un lago sotterraneo che da San Casciano dei Bagni arriva fino a Siena.
Le terre senesi sono definite "terra d'acqua" per la presenza di tante sorgenti fredde, calde, tiepide o bollenti che sgorgano un po' ovunque e che hanno caratterizzato la vita e la cultura nel corso dei secoli tanto da poter dire che le origini del benessere termale coincidono con la storia stessa del territorio senese. Sono stati clienti delle terme delle terme di Petriolo, appunto, di Bagno Vignoni e Bagni San Filippo papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Magnifico. Ma anche santa Caterina da Siena e Sant'Agnese da Montepulciano erano solite frequentare le terme di Bagno Vignoni e di Chianciano.
In provincia di Siena sono tante le piccole capitali del benessere, del wellness, tante piccole spa dove ritrovare equilibrio psico-fisico secondo natura. I nomi vanno da Radicondoli (terme delle Galleraie), a Rapolano, a San Casciano dei Bagni, località che può fregiarsi del marchio d'onore di "terme più belle del mondo" fino a Montepulciano famosa sia per il vino (il Nobile) sia per l'acqua. E poi Petriolo, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo e le terme di Sant'Elena. E Chianciano Terme, indiscussa capitale della mondanità termale frequentata da personalità della cultura, della spettacolo, della letteratura, della politica. In un recente passato, Marc Chagall, Luigi Pirandello, Juan Peròn e Federico Fellini.
E poi, visto il valore salutare di olio extravergine d'oliva e vino, durante la vendemmia è possibile immergersi in rilassanti bagni a base di succo d'uva o provare l'efficacia di maschere su tutto il corpo a base si all'olio d'oliva.
|