| La val di Chiana è un confine naturale fra le terre aretine e quelle senesi, colline che degradano dolcemente fino a Chianciano, con raffinati gioielli architettonici come Montepulciano. Ma non si possono dimenticare Cetona, San Casciano Bagni con le terme o Torrita di Siena e altri piccoli e suggestivi centri ci rammentano storie e uomini del passato: Montefollonico ad esempio ci fa ritornare ai giorni in cui questa era terra di frontiera, di aspre battaglie, tanto che questa cittadina fu dotata addirittura nel XIII secolo di una doppia cerchia di mura.
Visitando Torrita di Siena, complesso fortificato dal grande ingegnere Baldassarre Peruzzi, tutto si può pensare meno che in tempi antichi fosse un porto. Invece era proprio così, prima che la val di Chiana fosse bonificata questa era una grande zona palustre che arrivava fino all'attuale lago Trasimeno. Ogni angolo è quindi una scoperta che ravviva il soggiorno in questi luoghi.
All'estremo limite del senese troviamo Chiusi, ricca di testimonianze etrusche, dove musei e tombe ci ricordano le gesta di un popolo leggendario e misterioso, gli Etruschi, sulla cui scomparsa ancora oggi si interrogano gli storici. Ma anche terra di dispute medioevali: fa fede, sul piccolo lago che prende il nome dal paese, due torri che si guardano in lontananza, dette popolarmente "Beccati questo" e "Beccati quello", che nei nomi ricordano le contese fra i senesi e i perugini per il possesso del territorio.
L'itinerario ideale transita da Montepulciano, dove le strade si arrampicano e ci portano nella piazza più alta, nel punto in cui sorge il Palazzo Comunale, simile nella facciata al Palazzo Vecchio di Firenze.
Montepulciano è anche la terra del famoso Vino Nobile, uno dei più grandi rossi a docg italiani, e del Bruscello, una curiosa rappresentazione di canto popolare in rima, che si svolge ogni anno in occasione del mezz'agosto. Lasciando la città, ecco la splendida chiesa della Madonna di San Biagio. Anche qui c'è spazio per strane leggende: si racconta che fu costruita nel punto in cui si univano sette strade, luogo di incontro per tutte le streghe che da qui volavano verso il Noce di Benevento per il Gran Sabba.
La razza chianina. La Chianina è una delle antiche ed impoprtanti razze bovine d'Italia, e deve il proprio nome alla zona di allevamento: la Valdichiana. Tra le ipotesi sulla sua origine sembra avvalorata quella, fondata su ragioni storiche, che la vede come razza autoctona o quanto meno esistente da tempo immemorabile.
La Chianina è conosciuta ed apprezzata fin dall' antichità: gli Etruschi e i Romani usavano animali dal calido manto nei cortei trionfali e per i loro sacrifici agli dei, bovini bianchi e grandi che molto probabilmente furono i progenitori degli attuali bovini della Valdichiana.
L'uomo ha sempre dimostrato da sempre una spiccata ammirazione per questa razza, per la sua bellezza e per vivacità di temperamento.
La presenza degli animali bovini in Valdichiana è legata anche alle operazioni di bonifica e risanamento della valle dei secoli XVIII e XIX.
Suggerimenti per una vera "fiorentina". La bistecca, per essere veramente fiorentina, deve essere alta almeno tre dita e pesare più di un chilo. Va cotta al sangue su brace di legno di castagno, quercia, olivo. Salata soltanto a cottura ultimata, si serve condita con olio extravergine d'oliva e una spruzzata di pepe appena macinato. Vietato utilizzare coltelli seghettati, ma soltanto quelli a lama liscia, per tagliarla. I denti del coltello rovinerebbero le fibre della carne.
Vini consigliati: il top si raggiunge con un Brunello di Montalcino, ma non sono da sottovalutare accostamenti con Chianti Classico o Colli Senesi riserva e un Val d'Orcia.
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